E' possibile trapiantare i peli corporei sulla nuca ?

“Trapianto dei capelli . NET”
Trapianto dei capelli Niente più rinfoltimenti improbabili e denaturalizzati. Oggi le tecniche di autotrapianto dei capelli si sono affinate e ruotano attorno alla personalizzazione dei risultati. A patto però che vengano seguiti alcuni fondamentali criteri e accettati anche eventuali limiti. Perché non sempre la quantità fa rima con qualità. di Cadigia Hassan con la consulenza del Dott. Vincenzo Gambino Società Italiana di Cura e Chirurgia della Calvizie

Dal Torace alla nuca

L’ultimo traguardo in materia di autotrapianto dei capelli



Un torace villoso, segno di virilità, stona con una testa segnata da un’incipiente calvizie, considerata ancor oggi poco “giovanile”. E allora perché non prelevare dal primo per reintegrare ciò che manca nella seconda? In fin dei conti, sempre di peli si tratta (in inglese tra l’altro, peli e capelli vengono chiamati con lo stesso termine: hair). Una trasposizione che sembra facile a parole, ma che per anni è stata considerata dalla chirurgia come una semplice battuta. A questa battuta, sentita per la prima volta da un suo paziente, il dottor Vincenzo Gambino ha pensato per anni, chiedendosi se avrebbe mai potuto, da pura fantasia, trasformarsi in realtà. Inizia a parlarne con alcuni membri della comunità scientifica internazionale, qualcuno avanza delle ipotesi, altri iniziano a fare i primi tentativi, fino a che non viene messa a punto negli Stati Uniti una tecnica innovativa in grado di rendere questo insolito autotrapianto una valida soluzione per tutti quei soggetti che non presentano sulla nuca una sufficiente area donatrice. Nel settembre 2006, il dottor Gambino esegue il primo intervento assoluto in Italia di autotrapianto dei peli con prelievo dei bulbi dal torace. I risultati di questo intervento vengono presentati e discussi al 1° Congresso Internazionale “Crown achievement of hair restoration techniques” organizzato dalla Società Italiana di Cura e Chirurgia della Calvizie (di cui all’epoca il dottor Vincenzo Gambino era presidente) tenutosi a Milano dall’1 al 3 giugno 2007. Oggi, nonostante la sua recente introduzione, la tecnica di autotrapianto dei peli dal torace alla nuca è una realtà consolidata, che si pone come risposta sicura anche nei casi considerati fino a poco tempo fa praticamente impossibili.

Dottor Gambino, un bel traguardo per la chirurgia di ripristino dei capelli, vero?
Certamente, anche se la delicatezza dell’intervento – che richiede attenzioni maggiori rispetto a un comune autotrapianto – ne rappresenta anche un limite.

In che senso?
Dal punto di vista numerico, intendo. Se con l’autotrapianto tradizionale possono essere trapiantati fino a seimila/settemila bulbi in un’unica sessione, qui ci si deve accontentare di trapiantarne solo 200-300 per volta. Se si ha a che fare con una calvizie estesa si fa presto a calcolare il numero delle sedute necessarie: cinque, dieci, venti… Fortunatamente i trapianti possono essere eseguiti in tempi molto ravvicinati, anche a giorni alterni se uno ha fretta di terminare il rinfoltimento. E’ una tecnica che va bene in tutti i casi di calvizie?
Assolutamente no. Non è una soluzione per chi ha una testa completamente glabra e neppure per chi ha una calvizie a uno stadio troppo avanzato. Diciamo che il prelievo dei bulbi piliferi dal torace può essere un buon complemento per aumentare la densità della chioma e per ridisegnare la linea frontale in quei soggetti che sulla nuca non hanno capelli sufficienti da trapiantare sulla parte anteriore della testa. Naturalmente anche la zona toracica deve presentarsi nelle condizioni adeguate, con follicoli “donatori” sufficienti sia dal punto di vista numerico che qualitativo.

Ma i peli del torace si confondono bene con i capelli della testa?
La cosa sorprendente è appunto questa. Una volta impiantati in testa, i peli del torace sembrano ricevere alcune informazioni genetiche dai tessuti che li ospitano, crescendo sia in lunghezza che in diametro, risultando così molto simili ai capelli circostanti.

Ci sono differenze sostanziali nella tecnica chirurgica rispetto a un comune autotrapianto?
L’abbiamo accennato prima: il prelievo e il trapianto dei peli devono essere fatti con la massima delicatezza. L’intervento avviene in anestesia locale. L’area donatrice e quella ricevente vengono dapprima disinfettate. I peli del torace vengono accorciati con un rasoio elettrico alla lunghezza di 2 millimetri e prelevati singolarmente con un apposito strumento. L’unità follicolare viene quindi inserita, attraverso la creazione di un microscopico forellino, nella zona ricevente avendo l’accortezza di rispettare la direzione di crescita dei capelli in quella specifica zona. Si procede di questo passo fino a raggiungere il trapianto di 200-300 elementi, limite con cui si conclude la seduta.

Alla fine dell’autotrapianto, come si presenterà la testa del paziente?
A livello dei follicoli trapiantati si potranno notare dei puntolini neri, esteticamente non rilevanti. Il paziente potrà uscire dalla clinica senza alcun bendaggio né medicazione. I bulbi iniziano ad attecchire già dopo qualche ora e nell’arco di qualche giorno innescano il loro processo di crescita. Per vedere spuntare i primi capelli bisognerà attendere invece 3-4 mesi.
Saranno capelli definitivi?
Sì, e anche questo decreta il pieno successo di questa tecnica. Provenendo da una zona in cui i peli non sono sensibili all’azione del diidrotestosterone, l’ormone maschile causa principale della calvizie androgenetica, sono geneticamente programmati per durare tutta la vita.

Servizio di Monica Alberti

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  2. Il Dott. Vincenzo Gambino ha risolto migliaia di casi in tutta Italia, se desideri pianificare il tuo intervento di autotrapianto ? il caso di prendere in considerazione la possibilit? di effettuare l'intervento in DAY SURGERY presso l'istituto medico a Milano o Montecatini
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  4. AutotrapiantoCapelli.NET il sito italiano dell'autotrapianto monobulbare.